L’Italia ha raggiunto i 13.629 MW di potenza eolica installata, eppure il Paese resta indietro rispetto al suo potenziale. Il 91% della capacità si concentra in appena sei regioni del Sud, mentre 93 progetti offshore restano bloccati in attesa di approvazione. Per chi vuole capire davvero dove sta andando l’eolico italiano, la storia è soprattutto una di disparità geografica e sfide regulatory.

Potenza installata 2024: 13 GW · Proiezione fine 2025: 13,6 GW · Nuovo installato 2025: -8% vs 2024 · Quote Sud Italia: 91% in 6 regioni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Sviluppo effettivo offshore entro 2030
  • Numero preciso delle pale eoliche totali
  • Aggiornamenti autorizzazioni post-2025
3Segnale temporale
  • 2020: base 11 GW installati (Enel)
  • Giugno 2025: 13,29 GW (Enel)
  • 2030: obiettivo 28 GW (Modofluido)
4Cosa viene dopo
  • 128 progetti offshore in fase di autorizzazione (Vaielettrico)
  • PNIEC 2030: 2,1 GW offshore vs richiesta UE 8 GW (Vaielettrico)
  • Calo nuovo installato: -8% rispetto al 2024 (Vaielettrico)
I numeri chiave dell’eolico italiano nel 2025
Indicatore Valore Fonte
Potenza totale 2024 13 GW Modofluido
Fine 2025 stimata 13,6 GW QualEnergia
Maggior concentrazione 6 regioni Sud QualEnergia
Impianti a gennaio 2026 6.173 Modofluido
Produzione annua 20 TWh Enel

Qual è la situazione attuale dell’eolico in Italia?

A fine 2025 l’Italia ha raggiunto 13.629 MW di potenza eolica installata, secondo QualEnergia. A giugno dello stesso anno, i dati Terna (riportati da Enel) registravano già 13,29 GW. Il parco eolico italiano conta oggi 6.173 impianti, concentrati nel Meridione. Dal 2020 la crescita è stata di circa 2 GW, un ritmo moderato rispetto alle ambizioni europee.

Potenza installata nel 2024

Nel 2024 l’Italia ha consolidato la soglia dei 13 GW di capacità eolica, posizionandosi tra i principali produttori europei di energia da vento. La produzione annua si attesta intorno ai 20 TWh, un sesto dell’energia verde generata nel Paese. L’eolico rappresenta circa il 16% delle rinnovabili totali installate, che a fine 2025 raggiungono 83.529 MW.

Proiezioni al 2025

Le proiezioni per il 2025 indicano una crescita contenuta: la potenza dovrebbe attestarsi intorno ai 13,6 GW. Il nuovo installato registra però un calo dell’8% rispetto al 2024. Questo rallentamento solleva interrogativi sulla capacità dell’Italia di raggiungere l’obiettivo di 28 GW entro il 2030 fissato dal PNIEC.

In sintesi: L’eolico italiano cresce, ma a un ritmo insufficiente per centrare gli obiettivi 2030. Il calo del nuovo installato nel 2025 segnala un possibile indebolimento della spinta propulsiva.

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

La Basilicata guida la classifica con 1.489 pale eoliche installate, seguita dalla Puglia con 1.438 (Modofluido: dati regionali turbine Sud). Queste due regioni rappresentano il cuore dell’eolico italiano onshore. Il 91% della potenza eolica nazionale si concentra in appena sei regioni del Sud: Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Molise.

Distribuzione al Sud

L’asimmetria geografica è marcata. Mentre il Meridione ospita la quasi totalità degli impianti, il Nord Italia resta marginale nell’eolico. Questo squilibrio riflette sia le condizioni ventose favorevoli del Sud, sia le resistenze locali alle installazioni nelle regioni settentrionali.

Il paradosso italiano

Le regioni con maggiore potenziale eolico (il Nord per il vento marino) hanno meno pale di quelle con vento meno intenso (il Sud). La concentrazione meridionale è frutto di decenni di politiche e incentivi che hanno favorito il Sud, ma ora l’equilibrio complessivo ne risente.

Esempi di parchi principali

Tra i parchi più significativi figurano gli impianti di Gubbio (in Umbria, gestiti in forma collettiva) e di Casoni. Questi rappresentano casi di successo dell’eolico italiano, ma restano circoscritti a un’area geografica limitata. Altre installazioni rilevanti si trovano in Emilia-Romagna e nelle zone appenniniche del Centro-Sud.

Quanto produce l’eolico in Italia?

L’eolico italiano genera annualmente circa 20 TWh, corrispondenti a un sesto dell’energia verde prodotta nel Paese. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno energetico italiano, in calo rispetto al 41,7% del 2024. L’eolico contribuisce in modo significativo, ma non determinante, al mix energetico nazionale.

Dati produzione annua

La produzione eolica oscilla in base alle condizioni meteorologiche stagionali. Gli anni con ventosità elevata registrano punte di produzione superiori alla media. I dati Terna mostrano una variabilità annua che rende l’eolico meno prevedibile rispetto al fotovoltaico, ma comunque strategico per la transizione energetica.

Contributo al mix energetico

Nel contesto delle rinnovabili italiane, l’eolico si posiziona dietro al fotovoltaico (che domina con decine di gigawatt) ma davanti all’idroelettrico in termini di crescita recente. Il suo ruolo nella decarbonizzazione del sistema elettrico resta complementare ad altre fonti, con prospettive di espansione legate principalmente all’offshore.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

Nonostante il potenziale, l’Italia sfrutta l’eolico in modo disomogeneo. Due ostacoli principali frenano lo sviluppo: l’opposizione locale (il fenomeno NIMBY) e le preoccupazioni ambientali, in particolare relative all’impatto sugli uccelli migratori. Questi fattori rallentano le autorizzazioni e scoraggiano nuovi investimenti.

Ostacoli NIMBY

Il fenomeno NIMBY (Not In My Backyard) è particolarmente forte in Italia. Le comunità locali spesso si oppongono all’installazione di pale eoliche nei propri territori, invocando impatti paesaggistici e sulla salute. Questa resistenza è più marcata nelle regioni del Centro-Nord, dove pure il vento è meno intenso ma le proteste più influenti.

Questioni ambientali

Le associazioni ambientaliste segnalano rischi per l’avifauna, in particolare per le specie migratorie che attraversano il Mediterraneo. Alcuni progetti sono stati bloccati o rallentati per ragioni ambientali, creando un paradosso: le stesse leggi che tutelano l’ambiente ostacolano una tecnologia che riduce le emissioni.

Il nodo autorizzativo

Il governo italiano ha introdotto il vincolo dei 22,2 km dalla costa per i progetti offshore, una distanza che esclude molte aree potenzialmente ventose. Questa restrizione, combinata con le resistenze onshore, spiega in parte il gap tra potenziale teorico e installato effettivo.

Dove si trova il più grande impianto eolico in Italia?

Il più grande impianto eolico italiano in termini di capacità collettiva si trova a Gubbio, in Umbria, ed è gestito come parco eolico collettivo. Per dimensione e numero di turbine, anche la Basilicata ospita alcune delle installazioni più consistenti. Tuttavia, nel futuro dell’eolico italiano, il vero salto di scala potrebbe arrivare dal mare.

Impianti onshore

Gli impianti onshore italiani sono dispersi in numerose località del Sud e del Centro, con installazioni che risalgono agli anni 2000 e 2010. Gli impianti più datati stanno affrontando il problema del repowering: sostituire turbine obsolete con modelli più efficienti per aumentare la produzione senza espandere l’area occupata. Per comprendere meglio il contesto e le prospettive dell’eolico in Italia, è utile esaminare la ${UE e Italia storia membership futuro}. UE e Italia storia membership futuro

Prospettive offshore

Il futuro dell’eolico italiano potrebbe risiedere in mare. Sono 93 i progetti offshore in attesa di approvazione, con una capacità potenziale che, se tutti fossero approvati, raggiungerebbe 81,3 GW. I progetti principali includono MED Wind di Renexia (2,7 GW nello Stretto di Sicilia), Sicily South (1.140 MW, 76 turbine a 25 km da Agrigento, avviato nel marzo 2025) e Nereus Puglia Adriatico (1,8 GW).

Il gap tra PNIEC e realtà

Il PNIEC prevede 2,1 GW di eolico offshore entro il 2030, ma l’Unione Europea chiede almeno 8 GW. I 128 progetti in fase di autorizzazione per 81,3 GW totali mostrano un potenziale enorme che resta porém bloccato per vincoli regolatori e resistenze locali, soprattutto in Sardegna.

Timeline eolico Italia

Evoluzione della potenza eolica installata
Periodo Eventi chiave Fonte
2020 Base 11 GW installati Modofluido
Giugno 2025 Raggiunti 13,29 GW Enel
Marzo 2025 Avvio progetto Sicily South Modofluido
Fine 2025 Potenza 13.629 MW QualEnergia
2030 Obiettivo 28 GW Modofluido

Cosa sappiamo e cosa resta incerto

Confermato

  • Potenza 13 GW 2024 da Terna (Modofluido: dati Terna installato)
  • 91% della potenza nelle sei regioni del Sud
  • 93 progetti offshore in attesa
  • PNIEC prevede 2,1 GW offshore entro 2030
  • Obiettivo 28 GW entro il 2030

Incerto

  • Sviluppo offshore effettivo entro il 2030
  • Numero preciso delle pale eoliche totali
  • Tempistiche autorizzazioni post-2025
  • Posizione del governo sugli 8 GW UE

Parole dal settore

L’Italia ha inserito nel suo piano per il clima e l’energia (PNIEC) l’obiettivo di installare 2,1 GW di capacità eolica offshore entro il 2030.

Vaielettrico (Rivista specializzata mobilità elettrica)

In sei regioni del Sud il 91% della potenza eolica.

QualEnergia (Rivista energia)

In sintesi

L’eolico italiano naviga tra numeri solidi (13 GW di installato) e sfide strutturali. La concentrazione nel Sud, il calo del nuovo installato nel 2025 e i 93 progetti offshore in attesa raccontano un settore con potenziale inespresso. Per investitori e policy maker, il messaggio è chiaro: senza un’accelerazione sulle autorizzazioni e un superamento delle resistenze locali, l’Italia non raggiungerà gli obiettivi PNIEC né tanto meno le richieste UE di 8 GW offshore entro il 2030.

La capacità eolica italiana, con 13 GW installati e proiezioni a 13,6 GW, si concentra per il 91% al Sud in sei regioni come descritto nella analisi produzione regioni 2026.

Domande frequenti

L’eolico nel Nord Italia esiste?

Esiste in modo marginale. Il Nord Italia ha meno installazioni eoliche per ragioni climatiche (vento meno intenso) e per le forti resistenze locali. L’onshore settentrionale è limitato ad alcune zone alpine e appenniniche.

Ci sono parchi eolici in Veneto?

Sì, il Veneto ospita alcune installazioni eoliche, ma sono poche rispetto alle regioni meridionali. La regione è più orientata al fotovoltaico e all’idroelettrico.

Quali sono i vantaggi dell’eolico in Italia?

L’eolico produce energia pulita senza emissioni di CO₂, contribuisce alla sicurezza energetica nazionale e crea occupazione nelle aree rurali del Sud. Con 20 TWh annui, riduce la dipendenza dalle importazioni di gas naturale.

Quali svantaggi ha l’energia eolica italiana?

Gli svantaggi includono l’impatto paesaggistico, il rischio per l’avifauna, la variabilità della produzione (dipendente dal vento) e le resistenze NIMBY che rallentano le autorizzazioni.

Come consultare l’Atlante eolico?

L’Atlante eolico RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) è disponibile online e fornisce mappe dettagliate del potenziale vento in Italia. È uno strumento utile per valutare le aree più adatte agli impianti.

Qual è il futuro eolico offshore in Italia?

Il futuro offshore dipende dalle autorizzazioni. Con 128 progetti in fase di autorizzazione per 81,3 GW totali, il potenziale è enorme. Ma il vincolo dei 22,2 km dalla costa e le resistenze locali (in Sardegna in particolare) creano ostacoli significativi.

Quanti MW eolici sono previsti al 2026?

Le proiezioni indicano una crescita moderata. A gennaio 2026 il parco eolico conta 6.173 impianti. L’obiettivo PNIEC per il 2030 è 28 GW, ma il calo dell’8% nel nuovo installato nel 2025 indica che il percorso potrebbe essere più lento del previsto.