Chi ha messo mano al portafoglio per approfittare del Superbonus al 110% si trova oggi in una situazione più complicata del previsto. L’incentivo ha mobilitato miliardi di euro in ristrutturazioni, ma ha anche creato una coda di obblighi fiscali e incognite normative che molti proprietari non avevano calcolato. Le ultime notizie mostrano una proroga limitata a casi molto specifici, mentre il capitolo delle plusvalenze resta aperto per chi vende l’immobile entro dieci anni dalla fine dei lavori.

Spesa imprevista 2025: 8,4 miliardi · Conto finale Superbonus: 129,5 miliardi · Stima governativa 2025: 3,3 miliardi · Impatto sul Pil: 0,4%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Detrazione 110% confermata fino al 31 dicembre 2026 solo per edifici nei crateri sismici 2009 e 2016 (Newsoft sas)
  • Regioni interessate: Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria (Cose di Casa)
2Cosa resta incerto
  • Proroga definitiva nella Manovra 2026 ancora da confermare (QualEnergia)
  • Elenco completo dei Comuni ammessi in fase di aggiornamento (Cardine Infissi)
3Segnale temporale
  • DL 95/2025 entrato in vigore il 30 giugno 2025, convertito l’8 agosto 2025 in Legge 118/2025 (Newsoft sas)
  • Scadenza rideterminazione plusvalenze: 30 giugno 2024 (Studio CLU)
4Cosa viene dopo
  • Controlli fiscali sui condoni Superbonus partiti da gennaio 2026 (PMI.it)
  • Transizione dal 2026 ai Bonus Ristrutturazione o Ecobonus al 50% per la maggior parte dei condomini (Cardine Infissi)

La tabella seguente raccoglie i dati chiave emersi dai documenti ufficiali del Ministero dell’Economia e dalle circolari di categoria.

Dato Valore
Totale spesa Superbonus 129,5 miliardi
Fatture impreviste rilevate 8,4 miliardi
Stima governativa 2025 3,3 miliardi
Norma di riferimento Art. 119 DL 34/2020
Nuovo comma proroga 8-ter.1
Imposta sostitutiva plusvalenza 26%

Quali sono le ultime notizie sulla proroga del Superbonus 110?

La proroga del Superbonus al 110% è realtà, ma solo per una fetta minuscola di immobili italiani. Il Legislazione Tecnica (rivista specializzata in normativa edilizia) ha documentato l’introduzione del nuovo comma 8-ter.1 all’articolo 119 del DL 34/2020, che apre la detrazione al 110% per le spese sostenute nel 2026 esclusivamente negli edifici danneggiati dai terremoti del 2009 e del 2016.

Situazione nella Manovra 2026

Il Decreto-Legge 30 giugno 2025 n. 95, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e convertito in Legge 8 agosto 2025 n. 118, porta con sé una novità importante: la cessione del credito e lo sconto in fattura restano disponibili anche nel 2026 per gli interventi nelle zone sismiche. Questo significa che i contribuenti in quelle aree possono ancora monetizzare immediatamente la detrazione, senza dover attendere i cinque anni della rateazione ordinaria.

Il Cose di Casa (portale di settore) sintetizza la situazione con una formula diretta: il Superbonus nel 2026 non esiste più, eccetto in pochissimi casi. Per tutti gli altri edifici, anche quelli già avviati con CILAS nei condomini, scatta il passaggio progressivo a forme di agevolazione inferiori, con il Bonus Ristrutturazione o l’Ecobonus al 50% come alternative reali.

Il paradosso

Il Superbonus ha generato una spesa imprevista di 8,4 miliardi nel 2025, contro una stima iniziale di 3,3 miliardi. Per il resto del Paese, l’incentivo si è spento il 31 dicembre 2025 senza una nuova proroga generale.

Proroga per bonus barriere architettoniche

La proroga non riguarda solo gli interventi antisismici tradizionali. Il comma 8-ter.1 include anche il miglioramento delle classi di rischio sismico e gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria strettamente collegati alla ricostruzione post-terremoto. Restano invece esclusi dalla proroga 2026 gli interventi di Superbonus rafforzato per chi ha rinunciato al contributo per la ricostruzione, una condizione che riguarda un numero limitato di casi ma che merita attenzione.

Il PMI.it (portale di economia e finanza) segnala inoltre che i condoni legati al Superbonus sono soggetti a controlli fiscali rafforzati da gennaio 2026, con il rischio concreto di recupero delle detrazioni già fruite in caso di irregolarità formali.

Il punto: Per chi non rientra nelle zone sismiche, il Superbonus al 110% è definitivamente cessato. La transizione ai bonus ordinari al 50% è già in corso per centinaia di migliaia di proprietari.

Chi ha usufruito del 110% può vendere la casa?

Chi ha completato lavori con il Superbonus e intende vendere l’immobile deve fare i conti con un obbligo che in pochi conoscevano al momento della scelta: la plusvalenza. Dal 2024, la cessione di immobili che hanno beneficiato del 110% within dieci anni dalla fine dei lavori genera un reddito diverso tassabile, come chiarito dallo Studio CLU (società di consulenza fiscale).

Tassa sulla plusvalenza dal 2024

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto regole precise per contrastare l’uso speculativo del Superbonus. Se un immobile è stato oggetto di interventi agevolati al 110% e viene ceduto entro dieci anni dalla conclusione dei lavori, la differenza tra il prezzo di vendita e il costo delle spese sostenute (al netto della detrazione fruita) diventa imponibile. L’Studio CLU (consulenza fiscale) specifica che l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile è del 26%, ai sensi dell’articolo 1 comma 496 della legge 266/2005.

La tassazione varia in base al tempo trascorso: per le vendite entro cinque anni dalla fine lavori si tassa il 100% delle spese sostenute; per quelle tra cinque e dieci anni, la base imponibile scende al 50%. La Money.it (testata finanziaria) precisa che l’obbligo riguarda anche gli immobili ricevuti in donazione e poi venduti, ampliando notevolmente la platea dei soggetti potenzialmente coinvolti.

La scadenza da non perdere

Chi voleva sanare la propria posizione prima dell’entrata in vigore piena delle nuove regole poteva rideterminare le plusvalenze versando l’imposta sostitutiva entro il 30 giugno 2024. La finestra è ormai chiusa, ma l’obbligo di denuncia resta attivo per le vendite successive.

Come calcolare l’extra-tassa

Il meccanismo di calcolo tiene conto di un elemento chiave: il beneficio effettivamente fruito. Se il contribuente ha ceduto il credito o ottenuto lo sconto in fattura, la plusvalenza viene calcolata sull’intero ammontare delle spese agevolate. Se invece ha utilizzato la rateazione tradizionale della detrazione, il calcolo tiene conto di quanto già scaricato fiscalmente. L’ANCE Verona (associazione di categoria) ha ricevuto chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate il 7 aprile 2026 proprio sui condomìni, indicando che i calcoli vanno aggiornati caso per caso con l’aiuto di un commercialista.

Un dettaglio pratico spesso trascurato riguarda la variazione catastale obbligatoria per gli immobili Superbonus. Dopo aver migliorato la classe energetica o sismica dell’edificio, è necessario aggiornare la visura catastale: un passaggio che, se omesso, può complicare la vendita o generare contestazioni in sede di dichiarazione dei redditi.

Il punto: La plusvalenza rischia di assorbire buena parte del vantaggio fiscale per chi vende entro dieci anni. La consulenza di un commercialista non è un lusso, ma una necessità.

Quando finirà lo stato di pagare il Superbonus?

La domanda nasce dalla constatazione che il conto del Superbonus è lievitato ben oltre le previsioni iniziali. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, la spesa totale ha raggiunto i 129,5 miliardi di euro, mentre la stima per il solo 2025 era di 3,3 miliardi. Il documento MEF datato 16 marzo 2026 ha rilevato fatture impreviste per 8,4 miliardi, una cifra che ha colto di sorpresa gli stessi tecnici governativi.

Calendario delle scadenze

La maggior parte degli interventi avviati sotto il Superbonus è in fase di chiusura nel biennio 2025-2026. Per i condomini che hanno presentato la CILAS entro il 2022, i lavori possono proseguire con aliquote decrescenti: dal 1 gennaio 2024 si è passati al 90%, con ulteriori riduzioni programmate fino al completo azzeramento dell’agevolazione straordinaria.

Le ANCE Verona (associazione di costruttori) evidenziano che il 2026 segna anche l’inizio della transizione per il credito d’imposta residuo del Piano Transizione 5.0, che dal 2026 potrà essere utilizzato in cinque quote annuali invece che in un’unica soluzione. Questo cambiamento ha implicazioni pratiche per le imprese che hanno già avviato progetti di efficientamento con questa agevolazione.

Chiusura interventi in corso

Per chi ha avviato i lavori con la CILAS nei condomini, la deadline naturale coincide con la fine del 2026, data entro cui devono essere completati gli interventi nelle zone sismiche ammesse alla proroga. Per le unifamiliari, ricordiamo che il Superbonus al 110% era stato prorogato per le spese sostenute entro il 30 settembre 2023, a condizione che al 30 settembre 2022 fosse stato completato almeno il 30% dei lavori: una soglia che ha escluso molti cantieri già avviati.

Il Ediltecnico.it (rivista di settore) aveva ipotizzato in passato una proroga al 31 marzo 2024 per i condomini, ma la previsione non si è concretizzata. Per il 2026, nessuna nuova estensione generale è stata confermata nella Legge di Bilancio 2024.

Il punto: Il 2026 segna la chiusura definitiva della fase straordinaria del Superbonus. Per la maggior parte degli immobili, l’era del 110% è terminata.

Bonus 110 come funziona 2026?

Per orientarsi nel labirinto delle aliquote e delle condizioni, conviene partire da una distinzione fondamentale: il Superbonus al 110% nel 2026 non è un benefit generalizzato, ma un privilegio riservato a immobili e contribuenti che soddisfano requisiti molto precisi. L’articolo 119 del DL 34/2020 resta la norma di riferimento, ma il suo ambito di applicazione si è ristretto drasticamente.

Meccanismo proroga 2026

Il nuovo comma 8-ter.1 consente di portare in detrazione al 110% le spese sostenute nel 2026 per interventi realizzati su edifici ubicati nei comuni colpiti dai terremoti del 2009 (in particolare l’Abruzzo) e del 2016 (il cratere del Centro Italia). L’elenco dei comuni ammessi corrisponde a quelli per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito di quegli eventi sismici: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

La Cardine Infissi (azienda di infissi edili) chiarisce che tra gli interventi ammessi figurano il miglioramento della classe di rischio sismico e la manutenzione ordinaria e straordinaria strettamente connessa alla ricostruzione post-sisma. Non rientrano nella proroga gli interventi di sola efficienza energetica svolti senza un collegamento diretto con il recupero post-terremoto.

Attenzione

I controlli fiscali sui condoni Superbonus sono scattati da gennaio 2026. Chi ha fruito della detrazione in modo irregolare rischia il recupero delle somme e l’applicazione di sanzioni. La tolleranza zero dell’Agenzia delle Entrate colpisce sia le irregolarità formali (documentazione mancante) sia quelle sostanziali (interventi mai effettivamente realizzati).

Condizioni residue

Per accedere alla proroga 2026 nelle zone sismiche occorre che l’immobile sia effettivamente danneggiato dall’evento sismico e che i lavori siano finalizzati al suo recupero. Non basta la semplice ubicazione in un comune incluso nel cratere: serve una perizia che attesti il nesso tra il danno subito e l’intervento agevolato. Le regioni coinvolte — Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria — ospitano comuni come Amatrice in provincia di Rieti, dove la ricostruzione è ancora in corso a distanza di anni dalla scossa del 2016.

Per il resto del Paese, il passaggio è al 50%: chi ha avviato cantieri senza rientrare nella proroga sismica può ora contare sul Bonus Ristrutturazione o sull’Ecobonus, entrambi al 50% con cessione del credito e sconto in fattura ancora disponibili per alcune categorie di interventi.

Il punto: Serve una perizia per dimostrare il nesso tra danno sismico e intervento. La semplice ubicazione nel cratere non basta.

Cosa rischia chi ha usufruito del bonus 110?

Chi ha scelto il Superbonus al 110% si trova oggi ad affrontare un panorama di rischi che al momento della decisione iniziale erano spesso sottovalutati. L’incentivo ha funzionato come una medicina potente: ha curato il patrimonio edilizio italiano, ma ha lasciato effetti collaterali che si manifestano proprio ora, a cantieri chiusi e bonus incassati.

Tutela legale

La prima linea di difesa per chi ha usato il Superbonus è la documentazione. Ogni fattura, ogni comunicazione con l’ENEA, ogni copia della CILAS e della relazione tecnica deve essere conservata con cura maniacale. Il PMI.it (portale di economia) segnala che i controlli partiti da gennaio 2026 riguardano proprio la verifica della coerenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente realizzato. In caso di discrepanze, anche piccole, il contribuente può trovarsi a restituire l’intero importo della detrazione fruita, oltre alle sanzioni.

Un secondo ambito di rischio riguarda i rapporti con i fornitori e le imprese. Chi ha ceduto il credito a una banca o a un intermediario finanziario ha trasferito la detrazione, ma non ha trasferito la responsabilità in caso di irregolarità riscontrate a posteriori. In sostanza, se un’impresa ha attestato lavori non conformi, il contribuente che ha fruito del bonus può essere chiamato a risponderne.

Debito creato dalla misura

L’impatto macroeconomico del Superbonus è un capitolo che si chiuderà nei prossimi anni con un conto salato per le casse pubbliche. I 129,5 miliardi di spesa totale rappresentano un numero impressionante, ma ancora più significativo è il divario tra le previsioni iniziali e i dati effettivi: 8,4 miliardi di fatture impreviste rilevate nel 2025 contro una stima di 3,3 miliardi. Questo scostamento di oltre 5 miliardi ha costretto il governo a rivedere le stime di impatto sul Pil, stimato allo 0,4% nel periodo di massima operatività dell’incentivo.

Per i beneficiari individuali, il rischio più concreto è quello di trovarsi con una casa il cui valore di mercato non ha seguito l’incremento dato dai lavori, soprattutto se il mercato immobiliare locale è statico o in calo. In quel caso, la plusvalenza al momento della vendita rischia di mangiare buona parte del beneficio fiscale ottenuto.

“Il Superbonus nel 2026 non esiste più. Tranne in questi (pochissimi) casi.”

Cose di Casa (rivista specializzata casa)

“Per i condomini che hanno usufruito del Superbonus, da gennaio 2026 partono nuovi controlli fiscali: il rischio è il recupero delle detrazioni già fruite.”

— PMI.it (portale di economia e finanza)

In sintesi

Il Superbonus al 110% ha chiuso il suo capitolo principale, lasciando dietro di sé un conto pubblico da 129,5 miliardi di euro e una miriade di obblighi fiscali per centinaia di migliaia di proprietari. Per chi ha edifici nelle zone sismiche di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, la proroga al 31 dicembre 2026 offre un’ultima finestra per accedere alla detrazione piena. Per tutti gli altri, il passaggio ai bonus ordinari al 50% è già realtà.

Per i proprietari di immobili Superbonus che stanno valutando la vendita, la scelta è tra due strade: cedere subito e affrontare la tassa sulla plusvalenza, oppure attendere oltre i dieci anni dalla fine dei lavori per azzerare l’obbligo fiscale. Per chi ha già venduto o sta per farlo, la consulenza di un commercialista non è un lusso, ma una necessità. Chi non si adegua rischia di trovarsi esposto a controlli e recuperi dell’Agenzia delle Entrate.

Letture correlate: Bonus Casa Italia 2026: Detrazioni al 50% e Requisiti

Con spese totali a 129,5 miliardi di euro, dal 2026 l’Agenzia delle Entrate intensificherà controlli sistematici e rischi per i lavori Superbonus.

Domande frequenti

Qual è il ritorno economico del Superbonus?

Il ritorno economico effettivo dipende dalla modalità di fruizione scelta. Chi ha ceduto il credito ha ottenuto il 100% della detrazione in anticipo, ma ha rinunciato ai benefici rateali. Chi ha optato per la rateazione classica ha potuto scaricare il 110% in cinque anni, ma con il rischio di dover restituire in caso di controllo sfavorevole. Il vantaggio netto va calcolato al netto delle imposte sulla plusvalenza in caso di vendita.

Ci sarà proroga per il Superbonus sisma?

La proroga al 31 dicembre 2026 è già in vigore per gli edifici danneggiati dai terremoti del 2009 e del 2016 nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Ulteriori estensioni non sono state annunciate alla data di pubblicazione di questo articolo. Per il Superbonus generale, nessuna nuova proroga è stata confermata.

Quali novità sull’emendamento Superbonus?

L’emendamento più significativo è l’introduzione del comma 8-ter.1 all’articolo 119 del DL 34/2020, che delimita l’ambito della proroga 2026 alle sole zone sismiche. La conversione del DL 95/2025 in Legge 118/2025 ha confermato questa impostazione senza ulteriori aperture.

Il Superbonus passa al 100%?

No, la detrazione non è stata riportata al 100%. Per chi non rientra nelle zone sismiche ammesse, il Superbonus al 110% è cessato. Restano disponibili il Bonus Ristrutturazione e l’Ecobonus con aliquote al 50% e opzione di cessione del credito.

Quali benefici del Superbonus per ristrutturazioni?

I benefici variano in base al tipo di intervento e alla data di avvio. Gli interventi antisismici nelle zone del cratere continuano ad accedere al 110% con cessione del credito. Gli altri interventi possono fruire del Bonus Ristrutturazione al 50%, che copre una vasta gamma di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Quanto debito ha creato il Superbonus?

La spesa totale del Superbonus ha raggiunto i 129,5 miliardi di euro. Solo nel 2025, le fatture impreviste hanno totalizzato 8,4 miliardi, contro una stima iniziale di 3,3 miliardi. L’impatto sul bilancio pubblico si prolungherà per gli anni necessari a smaltire la coda delle detrazioni in rateazione.

Come tutelarsi legalmente con il Superbonus?

La tutela passa dalla documentazione completa e dalla verifica della regolarità di ogni passaggio técnico. Conviene conservare tutta la corrispondenza con ENEA, Agenzia delle Entrate e imprese esecutrici. In caso di dubbi su irregolarità pregresse, è consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un legale specializzato prima che un controllo fiscale scopra eventuali problemi.